La Georgia come hub logistico: zone industriali franche e riesportazione
La Georgia non è soltanto un Paese di transito del Corridoio di Mezzo, ma anche una comoda base per la riesportazione e la leggera lavorazione della merce. Grazie alle zone industriali franche (ZIF) e a una rete di accordi di libero scambio, le aziende possono importare merci con tasse minime, immagazzinarle, riconfezionarle e riesportarle. Analizziamo le zone franche della Georgia, i loro vantaggi e le loro prospettive di sviluppo – e ciò che offrono per la consegna verso l'Ucraina.
Che cos'è una zona industriale franca (ZIF)
Una ZIF è un'area speciale con un regime fiscale agevolato. La Georgia ha zone a Poti, Kutaisi e Tbilisi. Un'azienda in una zona franca georgiana ottiene un'esenzione del 100 % dalle imposte su utili, dividendi, patrimonio e IVA, oltre all'esenzione dai dazi di importazione/esportazione su materie prime, attrezzature e merci all'interno della zona.
Le zone franche della Georgia
Le principali zone industriali franche della Georgia (in totale circa 400 ha) e i loro punti di forza:
| Zona | Punto di forza |
|---|---|
| ZIF di Poti | la più grande (~300 ha) accanto al porto sul Mar Nero – accesso al mare, ideale per la riesportazione; sviluppata dalla RAK Investment Authority (EAU) |
| ZIF di Kutaisi | dal 2015, ampliata da 36 a 58 ha, sostenuta dal gruppo cinese Hualing – industria leggera e logistica |
| Tbilisi Free Zone | hub della capitale su strada e rotaia – commercio e stoccaggio |
Riesportazione e il certificato Made in Georgia
Le aziende in una ZIF gestiscono uno schema importazione → stoccaggio/lavorazione → riesportazione. Se le merci vengono prodotte nella zona, possono ottenere un certificato d'origine preferenziale (EUR.1, CT-1) "Made in Georgia", che apre un accesso preferenziale ai mercati esteri.
Accordi di libero scambio
La Georgia ha un DCFTA con l'UE e accordi di libero scambio con la Cina, la CSI, la Turchia e l'EFTA. Le merci prodotte o lavorate in una zona franca georgiana raggiungono questi mercati a condizioni agevolate.
Prospettive di sviluppo
Il ruolo della Georgia come hub logistico non potrà che crescere. La merce del Corridoio di Mezzo si è moltiplicata negli ultimi anni e l'infrastruttura portuale georgiana viene ampliata: il mega-porto di Poti è progettato per un massimo di 2 milioni di TEU, il porto d'acque profonde Anaklia è in costruzione (Fase 1 entro il 2029) e la ferrovia Baku–Tbilisi–Kars punta, dopo il suo ampliamento, a 17 milioni di tonnellate all'anno. Tutto ciò aumenta la domanda di zone franche georgiane come base per lavorazione e riesportazione. La Georgia rafforza la propria posizione di hub neutrale tra Asia, Turchia e UE, e l'interesse per le zone cresce tra gli investitori di Cina, Turchia e Asia centrale.
Perché conviene per la consegna verso l'Ucraina
Tramite una zona franca in Georgia potete consolidare le spedizioni dall'Asia, riconfezionare le merci e riesportarle verso l'Ucraina ottimizzando tasse e dogana. Una logica simile l'abbiamo descritta in Riesportazione dalla Cina tramite Dubai. Aiutiamo a costruire uno schema del genere dall'inizio alla fine – dal Corridoio di Mezzo fino al magazzino in Ucraina.
Conclusione
Le zone franche della Georgia sono uno strumento funzionante per riesportazione e lavorazione con tasse a zero e prospettive in crescita. Aiutiamo a scegliere una zona e a organizzare la consegna verso l'Ucraina – invia una richiesta.
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